L'informatica, come disciplina scientifica e tecnologia pervasiva, ha ormai contagiato ogni attività umana e quindi anche il settore della conservazione e del restauro delle opere d'arte. Dalle iniziali applicazioni alla documentazione e catalogazione si è passati alle ricerche multimediali, alle simulazioni di realtà virtuale, alle ricostruzioni e - tramite lo sviluppo di algoritmi e di software per l'elaborazione di immagini - al restauro digitale. Di quest'ultima tecnica si è fatto e si fa sempre più sovente uso e abuso, in quanto non tutte le operazioni sono legittime e di provata utilità, ma spesso costituiscono soltanto un orpello a discutibili mostre ed esposizioni o addirittura possono condurre a fraintendimenti e false ipotesi che gravano sulle percezione di un intervento successivo di restauro vero e proprio. Questo agile libro che nasce da pluriennali esperienze didattiche e di conservazione intende presentare in maniera critica e rigorosa gli argomenti pro e contro le operazioni di restauro virtuale, suggerendo la grande utilità ma anche sottolineando i limiti di questa tecnica che proprio il grande impetuoso sviluppo dell'informatica ha reso possibile e alla portata del più vasto pubblico di operatori del settore o di semplici curiosi e dilettanti, con tutto il rischio che ciò comporta. La seconda parte del libro, che segue la presentazione e la discussione delle metodologie generali di restauro virtuale, è costituita da esempi di applicazioni realizzati dagli studenti e dai laureandi del corso di laurea magistrale in Storia e Conservazione delle Opere d'Arte, già attivo presso la Scuola di Lettere e Beni Culturali dell'Università di Bologna, nella sede decentrata di Ravenna.
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