Band 63
Il romanzo del liceo
Aus der Reihe
Le Riscoperte
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Sprache:Italienisch
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Verlag:Decima Musa Edizioni
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inkl. gesetzl. MwSt.Beschreibung
Produktdetails
Format
ePUB 3
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Ja
Erscheinungsdatum
29.08.2023
Verlag
Decima Musa EdizioniSeitenzahl
(Printausgabe)
Dateigröße
1118 KB
Sprache
Italienisch
EAN
9791222441245
Indugio ancora pigramente, un poco, mentre il segnale delle lezioni squilla con un tono irritato e impaziente.
Fuori c'è un sole così bello, un sole pallido di novembre che dà agli alberi spogli ed al lago un aspetto di letizia quasi primaverile. Tutta la notte il vento ha soffiato impetuoso, a raffiche violente, e s'è portato via fin le ultime foglie ingiallite dell'autunno, fin le buccie di castagne e di arance sul piazzale del Liceo.
Tutto è chiaro, netto, gelido e puro, anche le montagne che svolgono terse e brulle la loro divina teoria sul cielo immenso.
C'è tanto sole! E bisogna salire in Liceo, rinchiudersi in classe, assistere alle lezioni, e poi un poco stanchi, coi libri che pesano, con gli occhi cerchiati, col pensiero dell'indomani, tornare a casa (non alla «mia» casa) per il lungo viale d'ippocastani, fino ai lumi di Castagnola, fino al cancello di «La Fiorita».
E Madame correrà a passettini brevi, un poco affannata, un po' spettinata come sempre.
- Ah! c'est vous! - E poi il pranzo…
Mi sento molto infelice.
- Che cosa sta contemplando, «Milla cara»? -
Mi scuoto, mi volto e m'accorgo che so ridere ancora.
È Zambellini che mi è giunto alle spalle, in bicicletta, e che non vuol perdere la buona abitudine di canzonarmi un poco con quel «Milla cara» (siamo come cane e gatto) e di guardarmi dal disotto in su in maniera irritante, coi suoi occhi chiari che scrutano fino in fondo all'anima.
Fuori c'è un sole così bello, un sole pallido di novembre che dà agli alberi spogli ed al lago un aspetto di letizia quasi primaverile. Tutta la notte il vento ha soffiato impetuoso, a raffiche violente, e s'è portato via fin le ultime foglie ingiallite dell'autunno, fin le buccie di castagne e di arance sul piazzale del Liceo.
Tutto è chiaro, netto, gelido e puro, anche le montagne che svolgono terse e brulle la loro divina teoria sul cielo immenso.
C'è tanto sole! E bisogna salire in Liceo, rinchiudersi in classe, assistere alle lezioni, e poi un poco stanchi, coi libri che pesano, con gli occhi cerchiati, col pensiero dell'indomani, tornare a casa (non alla «mia» casa) per il lungo viale d'ippocastani, fino ai lumi di Castagnola, fino al cancello di «La Fiorita».
E Madame correrà a passettini brevi, un poco affannata, un po' spettinata come sempre.
- Ah! c'est vous! - E poi il pranzo…
Mi sento molto infelice.
- Che cosa sta contemplando, «Milla cara»? -
Mi scuoto, mi volto e m'accorgo che so ridere ancora.
È Zambellini che mi è giunto alle spalle, in bicicletta, e che non vuol perdere la buona abitudine di canzonarmi un poco con quel «Milla cara» (siamo come cane e gatto) e di guardarmi dal disotto in su in maniera irritante, coi suoi occhi chiari che scrutano fino in fondo all'anima.
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