Nell'affrontare il fenomeno della «fuga dei cervelli», il libro restituisce, attraverso esperienze raccolte con interviste e questionari, la complessità delle traiettorie biografiche, scientifiche e professionali di ingegneri, fisici, matematici italiani espatriati in Europa. I risultati di questa ricerca interrogano non solo il mondo scientifico ma il sistema paese. Gli scienziati italiani all'estero, in larga parte convinti che non ritorneranno, non si considerano cervelli in fuga e vorrebbero rappresentare una risorsa per il loro paese, ma ritengono che l'Italia non riesca a vederli come tali. Una soluzione possibile è quella di partire dal formidabile giacimento di conoscenze che essi rappresentano per promuovere un network virtuoso, centrato sulla collaborazione, lo scambio e la valorizzazione delle rispettive attività di ricerca. Per cogliere questa opportunità di sviluppo, servono solo fiducia e riconoscimento reciproco.
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