Perché non mangio la carne Il primo gradino. Saggio per una vita buona
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Beschreibung
Produktdetails
Einband
Taschenbuch
Erscheinungsdatum
18.06.2019
Herausgeber
Bruno OsimoVerlag
Mercer Education PressSeitenzahl
90
Maße (L/B/H)
20.3/13.3/0.6 cm
Gewicht
95 g
Übersetzt von
Bruno Osimo
Sprache
Italienisch
EAN
9788898467723
L'autocontrollo è il primo passo verso qualsiasi vita buona... E la prima condizione di una vita di autocontrollo è il mangiare di magro. Astenersi dalla carne è il primo passo della vita morale. - Lev Tolstoj
Pubblicato nel 1892 con il titolo originale Il primo gradino (Pervaja stupen'), questo celebre saggio appartiene alla fase matura e radicale di Lev Tolstoj, un periodo in cui il maestro russo, dopo aver rinnegato i suoi capolavori letterari, scelse di dedicare ogni sforzo all'etica, all'aiuto degli ultimi e alla ricerca di una vita autenticamente morale.
In quest'opera dalla travolgente forza logica e filosofica, Tolstoj affronta il tema del vegetarianismo inserendolo all'interno di una più ampia scala delle virtù. Prima di poter parlare di amore, altruismo e giustizia, l'uomo deve imparare a dominare le proprie pulsioni, acquisendo l'autocontrollo. E il primo, imprescindibile passo per conquistare il dominio di sé parte proprio dal rapporto con il cibo: il rifiuto dell'ingordigia e l'astinenza dalla carne.
Perché leggere questa edizione:
- Un testo d'attualità scottante: Con una prosa lucida e profonda, Tolstoj svela l'incoerenza di chi professa princìpi morali e umanitari ma continua ad alimentarsi con la sofferenza degli animali.
- La celebre Visita al macello di Tula: La parte centrale del saggio (capitoli IX e X) offre una descrizione cruda, indimenticabile ed empirica delle dinamiche dei mattatoi dell'epoca, mostrando come l'abitudine e l'ingordigia finiscano per anestetizzare la naturale avversione umana verso l'uccisione.
- Prefazione e curatela di Bruno Osimo: Un'introduzione chiara che guida sia il lettore laico sia quello credente attraverso la struttura logica del testo, evidenziando la straordinaria modernità delle argomentazioni tolstojane.
- Rigoroso criterio di traslitterazione: Utilizzo della norma ISO 9 per permettere una precisa corrispondenza tra i termini e i nomi originali in cirillico e la loro resa in caratteri latini.
Questo saggio di Tolstoj del 1892 appartiene al periodo in cui il grande scrittore aveva rinnegato l'intera produzione letteraria della prima parte della sua vita - quella comprendente Guerra e pace e Anna Karénina, per intenderci - e aveva dedicato tutto sé stesso ad aiutare i poveri, i contadini, i bisognosi.Il titolo originale del saggio è Il primo gradino ma, data l'attualità scottante del tema del vegetarianismo, ho preferito modificare nella versione italiana il titolo e mantenere l'originale come sottotitolo.Il discorso del mangiare la carne è inserito nel quadro della successione delle virtù per condurre una vita buona. Per questo motivo, le prime otto parti del saggio sono dedicate a tutti i vizi e alle cattive abitudini che abbiamo, e all'ipocrisia - diremmo oggi - dei sedicenti credenti che predicano bene e razzolano male, perché non riescono a padroneggiare le proprie pulsioni, essendo privi di autocontrollo.I lettori interessati solo al discorso sul vegetarianismo possono, volendo, passare direttamente alla nona parte, intitolata Visita al macello di Tula, e leggerla insieme alla decima e ultima. Se però, come penso anche io, le argomentazioni per convincere chi mangia la carne a smettere non sono mai abbastanza, vi consiglio di leggere dall'inizio perché Tolstoj è molto logico nella sua articolazione, ed è ancora più evidente, dopo avere letto le prime otto parti del saggio, quanto sia contraddittorio, incoerente e vergognoso mangiare la carne se si hanno semplicemente dei princìpi morali.
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