Da una psicoanalisi attiva a una psicoanalisi contemplativa Teoria e clinica
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Produktdetails
Format
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Nein
Altersempfehlung
14 - 99 Jahr(e)
Erscheinungsdatum
30.07.2025
Verlag
CelidSeitenzahl
204 (Printausgabe)
Dateigröße
1180 KB
Auflage
1. Auflage
Sprache
Italienisch
EAN
9788867892976
In ogni seduta analitica, in ogni momento di ciascuna seduta, paziente e analista sono impegnati a creare una nuova psicoanalisi. E in effetti, come sostiene Ogden, psicoanalisi non è un sostantivo, ma è un verbo, è "psicoanalizzare".
E questo libro si occupa sostanzialmente di che cosa significhi psicoanalizzare in una prospettiva ontologica: cioè, di come l'incontro tra paziente e analista crei un Noi e nuovi modi di essere che non avevano potuto realizzarsi prima. C'è qualcosa in questo incontro che ha a che fare con l'essere e il divenire e non con il conoscere.
E psicoanalizzare significa allora affacciarsi sull'ignoto, su qualcosa di cui paziente e analista, sino a quel momento, non avevano potuto fare esperienza.
E questo "qualcosa" non va ricercato attivamente, va atteso e va contemplato, va lasciato sorgere, vivere ed evolvere, così come l'evoluzione di ogni piccolo d'uomo deve essere lasciata libera di svolgersi, deve compiersi in una spontaneità che va tutelata e rispettata. E la psicoanalisi contemplativa (ontologica) è una psicoanalisi del rispetto, non è una psicoanalisi sospettosa, riguarda l'essere di paziente e analista, coinvolti in un'esperienza condivisa, tesa a creare più vita.
E questo libro si occupa sostanzialmente di che cosa significhi psicoanalizzare in una prospettiva ontologica: cioè, di come l'incontro tra paziente e analista crei un Noi e nuovi modi di essere che non avevano potuto realizzarsi prima. C'è qualcosa in questo incontro che ha a che fare con l'essere e il divenire e non con il conoscere.
E psicoanalizzare significa allora affacciarsi sull'ignoto, su qualcosa di cui paziente e analista, sino a quel momento, non avevano potuto fare esperienza.
E questo "qualcosa" non va ricercato attivamente, va atteso e va contemplato, va lasciato sorgere, vivere ed evolvere, così come l'evoluzione di ogni piccolo d'uomo deve essere lasciata libera di svolgersi, deve compiersi in una spontaneità che va tutelata e rispettata. E la psicoanalisi contemplativa (ontologica) è una psicoanalisi del rispetto, non è una psicoanalisi sospettosa, riguarda l'essere di paziente e analista, coinvolti in un'esperienza condivisa, tesa a creare più vita.
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