Il pensiero bianco Non si nasce bianchi, lo si diventa
Aus der Reihe
Saggi
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Sprache:Italienisch
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Produktdetails
Format
ePUB
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Ja
Erscheinungsdatum
08.09.2021
Verlag
ADD EditoreSeitenzahl
289 (Printausgabe)
Dateigröße
2657 KB
Übersetzt von
Maria Elena Buslacchi + weitere
Sprache
Italienisch
EAN
9788867833412
«Bisogna fare uno sforzo non indifferente per liberarsi di tutte le maschere che si è stati obbligati a portare, e anche quando ci si riesce, si corre il rischio di non essere capiti, perché la società non ama gli spiriti liberi. Ma sono gli spiriti liberi a cambiare le società.»
Che cosa vuol dire essere bianco? E se invece di un colore della pelle indicasse un modo di pensare? Diventare bianco, non è forse imparare a pensare a sé stesso come dominante?
Quando si parla di razzismo, il nostro sguardo si rivolge alle persone discriminate, mentre dovremmo guardare alle persone che da queste discriminazioni traggono vantaggio.
Sul filo della storia - le conquiste coloniali, la schiavitù, la continua razzia di materie prime e dell'arte africana - Lilian Thuram racconta il pensiero bianco, come è nato e come funziona, il modo in cui dilaga e divide.
È la cristallizzazione di una gerarchia, di un sistema economico di dominazione e di sfruttamento.
Capire i meccanismi intellettuali invisibili che sostengono questo schema, e rimetterli in discussione, ci farà prendere coscienza che il nostro modo di definirci - sono un uomo, sono una donna, sono nero, sono bianco, sono meticcio, sono cattolico, sono musulmano, sono ebreo, sono ateo - è frutto di un pregiudizio storico e culturale.
Per cambiare la realtà, dobbiamo cambiare punto di vista.
Questo ci permetterà di considerarci per quello che siamo: esseri umani.
«Pierre, tu ti senti bianco?»
Percepisco un'esitazione dall'altra parte del filo.
«In che senso, Lilian?»
«Pierre, sei d'accordo che io sono nero?»
«Beh, sì.»
«Se io sono nero, tu cosa sei?»
«Beh... io sono normale.»
È da quella parola, "normale", che comincia questo libro.
Che cosa vuol dire essere bianco? E se invece di un colore della pelle indicasse un modo di pensare? Diventare bianco, non è forse imparare a pensare a sé stesso come dominante?
Quando si parla di razzismo, il nostro sguardo si rivolge alle persone discriminate, mentre dovremmo guardare alle persone che da queste discriminazioni traggono vantaggio.
Sul filo della storia - le conquiste coloniali, la schiavitù, la continua razzia di materie prime e dell'arte africana - Lilian Thuram racconta il pensiero bianco, come è nato e come funziona, il modo in cui dilaga e divide.
È la cristallizzazione di una gerarchia, di un sistema economico di dominazione e di sfruttamento.
Capire i meccanismi intellettuali invisibili che sostengono questo schema, e rimetterli in discussione, ci farà prendere coscienza che il nostro modo di definirci - sono un uomo, sono una donna, sono nero, sono bianco, sono meticcio, sono cattolico, sono musulmano, sono ebreo, sono ateo - è frutto di un pregiudizio storico e culturale.
Per cambiare la realtà, dobbiamo cambiare punto di vista.
Questo ci permetterà di considerarci per quello che siamo: esseri umani.
«Pierre, tu ti senti bianco?»
Percepisco un'esitazione dall'altra parte del filo.
«In che senso, Lilian?»
«Pierre, sei d'accordo che io sono nero?»
«Beh, sì.»
«Se io sono nero, tu cosa sei?»
«Beh... io sono normale.»
È da quella parola, "normale", che comincia questo libro.
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