La luna da sotto il mare Storia di un viaggio da Kinshasa a Le Iene
-
- Einzelkauf Download ausgewählt
-
Sprache:Italienisch
Fr. 13.00
inkl. gesetzl. MwSt.Beschreibung
Produktdetails
Format
ePUB
Kopierschutz
Nein
Family Sharing
Ja
Text-to-Speech
Ja
Erscheinungsdatum
22.09.2023
Verlag
PeopleSeitenzahl
132 (Printausgabe)
Dateigröße
1255 KB
Sprache
Italienisch
EAN
9791259792143
Questa è la storia di Nathan Kiboba M'bang-a-ngo, del suo viaggio dalla Repubblica Democratica del Congo all'Italia. Un racconto di migrazione, commovente e divertente al tempo stesso; la storia di come una vita può cambiare da un giorno all'altro. L'avventura di Nathan comincia a Kinshasa, vola fino in Libia, attraversa il Mediterraneo a bordo di un gommone, fino a toccare terra in Calabria, per poi risalire la penisola a bordo di un autobus, e poi di nuovo per le strade della Lombardia, in sella a una bici. Sullo sfondo, mai dimenticata, la grande passione per la comicità e la stand up comedy. La luna da sotto il mare, infatti, è anche il racconto di un sogno che si trasforma in realtà. Sulla pagina come sul palco, Nathan Kiboba riesce a farci ridere anche tra le cose più dure e dolorose, restituendoci una brillante testimonianza e un punto di vista prezioso, pieno di speranza.
«Io ho sempre vissuto nel mio mondo immaginario. Non riesco nemmeno a leggere, perché dopo la prima frase comincio a immaginare le cose e mi perdo fra i miei pensieri. E così mi è successo anche sulla barca. Le urla, i pianti, il vomito, non c'erano più. Immaginavo tutte quelle persone al sicuro, in un posto accogliente.
Chi vomitava lo immaginavo che stava mangiando. Quello che urlava lo immaginavo che stava ballando. Chi piangeva era là che rideva. Quello che stava per svenire lo immaginavo ubriaco in discoteca.
L'immaginazione mi ha aiutato a superare quei momenti. È lei che mi rende quello che sono, sempre.»
«Io ho sempre vissuto nel mio mondo immaginario. Non riesco nemmeno a leggere, perché dopo la prima frase comincio a immaginare le cose e mi perdo fra i miei pensieri. E così mi è successo anche sulla barca. Le urla, i pianti, il vomito, non c'erano più. Immaginavo tutte quelle persone al sicuro, in un posto accogliente.
Chi vomitava lo immaginavo che stava mangiando. Quello che urlava lo immaginavo che stava ballando. Chi piangeva era là che rideva. Quello che stava per svenire lo immaginavo ubriaco in discoteca.
L'immaginazione mi ha aiutato a superare quei momenti. È lei che mi rende quello che sono, sempre.»
Kundinnen und Kunden meinen
Verfassen Sie die erste Bewertung zu diesem Artikel
Helfen Sie anderen Kund*innen durch Ihre Meinung